31 Ottobre 2018 - di Agostino Ciciriello

Firmato a Belgrado l’accordo di cooperazione

Nuovo concetto di sicurezza umana

Quello della sicurezza umana rappresenta il principale tema di dibattito all’interno delle agende politiche europee. La visione che i Governi nazionali hanno sull’argomento è ormai capace di condizionare in maniera considerevole sia le dinamiche riguardanti i rapporti internazionali tra gli Stati che i fenomeni legati al consenso popolare delle forze politiche che si muovono al loro interno.

Le diverse ondate di attacchi terroristici, che hanno colpito l’Europa nei suoi centri nevralgici, le ripercussioni della crisi economica e l’aumento esponenziale dei flussi migratori provenienti dalle zone di guerra dell’Africa subsahariana e dalla Siria, hanno contributo in maniera sostanziale a causare un crollo nella percezione che i cittadini europei hanno della propria sicurezza sociale ed economica.

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L’assemblea Nazionale della Serbia a Belgrado, foto di Agostino Ciciriello


Mai come in questa fase storica parlare di sicurezza è un atto coraggioso. Le indicazioni e le decisioni che vengono individuate in questo ambito sono capaci di condizionare più che mai l’opinione e la vita dei cittadini europei. Era dai tempi della Guerra Fredda che non avevano assistito a cambiamenti socio-politici così profondi.

La rinascita dei movimenti ultranazionalisti ed il crescente consenso che questi stanno conseguendo tra gli elettori in gran parte dell’Europa, non solo evidenziano la necessità di individuare nuove soluzioni ai problemi che si sono venuti a creare ma, soprattutto, impongono alla società civile di ripensare ab origine il paradigma della sicurezza umana, in funzione dei cambiamenti epocali che l’Europa ha attraversato negli ultimi anni.

Ed è stato proprio l’obiettivo di individuare “A new concept of human security” ad animare la Conferenza Internazionale dell’European Center for Peace and Development (ECPD), organismo internazionale istituito dall’ONU nel 1983 con sede a Belgrado, nato nella Repubblica iugoslava fondata da Tito e sopravvissuto alla Guerra dei Balcani, con l’obiettivo di sviluppare ricerche, studi e corsi di rilievo internazionale, nei diversi ambiti delle scienze umane.

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XIV Conferenza Internazionale dell’European Center for Peace and Development (ECPD). Foto di Agostino Ciciriello


Svoltosi in una insolitamente calda Belgrado gli scorsi 26, 27 e 28 ottobre, l’evento rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nello scenario mondiale dei think tank grazie alla capacità del Prof. Dr. Negoslav P. Ostojić, Presidente dell’ECPD, di coinvolgere i rappresentanti delle più autorevoli istituzioni internazionali in ambito accademico e diplomatico.

La Conferenza Internazionale di quest’anno, giunta alla sua quattordicesima edizione, è stata diretta dal Dr. Roberto Savio, consigliere d’amministrazione di Fondazione Italiani, ed ha riunito nella City Hall di Belgrado oltre 40 relatori provenienti da tutto il mondo che hanno fornito i loro contributi sui temi della nuova definizione di sicurezza umana, delle sfide della sicurezza umana nei Balcani occidentali, dell’approccio alla sicurezza economica e della sicurezza culturale e dei valori condivisi.

Ospite dell’evento anche il Presidente della Fondazione Italiani, Dr. Gennaro Damato che, nel contesto della Conferenza Internazionale, ha sottoscritto con il Presidente dell’ECPD un accordo di cooperazione tra le due organizzazioni.

L’iniziativa, promossa dal Dr. Roberto Savio, è finalizzata alla realizzazione di progetti comuni negli ambiti della cultura, delle scienze umane e dello sviluppo sociale ed economico.

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Alla firma dell’accordo: Negoslav Ostojić, Gennaro Damato, Roberto Savio, foto di Agostino Ciciriello


“La Conferenza Internazionale dell’ECPD – ha dichiarato il Presidente della Fondazione Italiani, Dr. Gennaro Damato – è riconosciuta a livello internazionale come uno dei think tank più importanti e siamo onorati di essere stati invitati a questa edizione. Ringrazio il Prof. Dr. Negoslav P. Ostojić per averci ospitato qui in Serbia ed il Dr. Roberto Savio per aver fortemente voluto la realizzazione di questa partnership tra la Fondazione Italiani e l’European Center for Peace and Development, due organismi che perseguono gli stessi obiettivi in parti diverse d’Europa”.

“Abbiamo accolto con molto interesse la proposta del Dr. Roberto Savio di sottoscrivere questo accordo, perché apprezziamo l’attività di diplomazia culturale che la Fondazione Italiani svolge in Europa ed, in particolare nei Balcani. Ci impegniamo a dar seguito nell’immediato agli obiettivi comuni che abbiamo definito in questa sede”, è stata la replica del Prof. Dr. Negoslav P. Ostojić.

La figura del ponte, soprattutto in Serbia, ha una valenza simbolica: durante la Guerra dei Balcani, infatti, i ponti venivano distrutti per separare le popolazioni di religione e lingua diversa. Con questo accordo, invece, Fondazione Italiani ed ECPD costruiscono un ponte metaforico tra le due organizzazioni, con l’obiettivo di favorire la cooperazione e lo sviluppo culturale tra tutti Paesi dei Balcani e tra questi e l’Europa occidentale.



26 Settembre 2018 - di Agostino Ciciriello

Continua l'attività di incontri con le università della Fondazione Italiani OdR

Diplomazia culturale in Kosovo

Dopo i due accordi stretti a Maggio con le due Università albanesi, l'attività della Fondazione si è spinta oltre il confine del Paese delle Aquile, per giungere nella Repubblica del Kosovo attraverso la nuova autostrada, che si inserisce come un fiume tra le dolci e panoramiche colline che separano i due Stati. Il Kosovo evidenzia, sin dai primi metri percorsi dopo la dogana, la sua continuità culturale con l'Albania, espressa principalmente attraverso la lingua e l'uso "informale" della bandiera rossa con l'aquila a due teste, di gran lunga prevalente rispetto a quella ufficiale.

Università
Università

Diversamente dagli Albanesi dell'Albania, tuttavia, gli "Albanesi del Kosovo", ancora oggi, devono fare i conti con le conseguenze della guerra del 1998. Alle ferite della guerra ben evidenti, attraverso i monumenti ai “guerriglieri” caduti, che ogni quartiere esibisce nelle proprie strade, si contrappone lo spirito corale che anima la ricostruzione. Il Kosovo è un cantiere in divenire che offre opportunità di sviluppo ad imprese nazionali ed estere. A maggior ragione se europee, considerando che la moneta ufficiale è l'Euro.

Su iniziativa del Prof Kryeziu dell'Università Fama di Pristina e delle società albanese Publical Sh.p.k., lo scorso 20 settembre il Presidente della Fondazione, Gennaro Damato, ha incontrato gli esponenti di alcune delle principali Università del Kosovo.

Sui diversi tavoli, si è discusso di cooperazione tra istituzioni ed imprese italiane, albanesi e kosovare nell'ambito dell'istruzione universitaria, della formazione e della partecipazione congiunta a Programmi di finanziamento dell'Unione Europea.

Moschea Sinan Pasha Prizren (foto di Gennaro Damato)
Moschea Sinan Pasha Prizren (foto di Gennaro Damato)

Gli incontri si sono svolti nelle quattro maggiori città del Kosovo, e hanno coinvolto: il Dr. Sadik Idrizi, Vice-Rettore dell'Università "Ukshin Hoti" nella stupenda città di Prizren; Dr. Irfan Nikci, Advisor del Rettore dell'Università "Haxhi Zeka" a Pëje; Dr. Bajram Kosumi, Rettore dell'Università "Kadri Zeka" ed ex-Primo Ministro della Repubblica di Kosovo, a Gjilan;Dr. Avdi Smajli del Collegio "FAMA" ed il Presidente dell'Università "UBT", Prof. Edmond Hajrizi, nella capitale Prishtina.

Dal confronto con le istituzioni coinvolte negli incontri è emersa la volontà, da parte di tutti gli interlocutori kosovari, di dar seguito alla collaborazione con Fondazione Italiani, attraverso la stipula di accordi quadro finalizzati ad intraprendere, nell'immediato, percorsi di cooperazione e di integrazione culturale a più livelli.

Università
Università

Il Kosovo, infatti, vuole rappresentare un nuovo avamposto per i valori Comunitari nell'Europa Orientale e, al tempo stesso, può diventare un'opportunità per le imprese e le istituzioni italiane che intendono realizzare un nuovo modello di cooperazione nell'area dei Balcani.

Confine Albania-Kosovo (foto di Gennaro Damato)
Confine Albania-Kosovo (foto di Gennaro Damato)

 



31 maggio 2018

Italia e Albania insieme per la promozione della cultura

Italia e Albania per la cultura

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Giovedì 31 maggio, il Dr. Gennaro Damato, Presidente della FONDAZIONE ITALIANI – Organismo di Ricerca ha sottoscritto due importanti accordi con il Rettore della Universiteti Europian i TiranesProf. Tonin Gjuraj ed il Rettore del Collegio Universitario “Luarasi”, Prof. Ethem Ruka, al fine di sviluppare attività didattiche, di formazione e ricerca congiunte, in un contesto di internazionalizzazione.

Prof. Tonin Gjuraj
Dr. Gennaro Damato - Prof. Tonin Gjuraj

Le due Università e la Fondazione si propongono di individuare azioni comuni nella definizione di progetti legati a programmi di finanziamento dell’Unione Europea, nell’individuazione di partner internazionali e nell'organizzazione di eventi istituzionali di promozione della cultura e dell’innovazione a livello locale. I due accordi permetteranno la promozione di nuovi modelli e strategie che consentano di rafforzare il legame tra i due Paesi, anche in termini sociali e culturali (già esistenti tramite le comunità Arbresh, numerose in tutto il territorio italiano), attraverso la sperimentazione di nuove forme di comunicazione e diffusione di conoscenze ed esperienze all'interno del tessuto sociale albanese.

Prof. Ethem Ruka
Dr. Gennaro Damato - Prof. Ethem Ruka

In seguito alla firma degli accordi, dunque, verranno realizzati progetti comuni finalizzati ai programmi di finanziamento legati all’Unione Europea, come Erasmus+, nonchè progetti in collaborazione con altri Enti e Istituzioni internazionali in un clima di networking culturale e di sviluppo socio-culturale a livello internazionale. “Questi due accordi triennali sono parte integrante della mission della Fondazione, impegnata nella sua attività di Diplomazia culturale, promuovendo forme di sviluppo e ricerca innovativa e favorendo uno sviluppo interculturale e internazionale del territorio. Ringrazio in modo particolare il Prof. Prenga, vero promotore degli accordi, e la società Publical che ha permesso alla Fondazione Italiani di poter operare in Albania attraverso la propria sede.” ha dichiarato il Presidente della FONDAZIONE ITALIANI, Gennaro Damato.

 


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